# (decidi tu)

L’ultima volta che ho scritto su queste pagine era quasi un anno fa.
Non che nel frattempo le mie parole si siano fermate, ma diciamo che ho avuto alcune cosine di cui occuparmi, due in particolare, per cui le ho scritte solo per me.
È giunto un tempo di riflessioni anche per questo spazio.
È tempo di dire le cose come stanno davvero, per quel che ci riguarda.

Tipo che alla prossima proposta di attività ludico-didattica per i miei figli che leggo/sento/vedo/ricevo potrei seriamente sviluppare istinti di cui andare poco fieri.
Siamo alla terza settimana a casa e gli scompensi, da parte di tutti, si contano di ora in ora. Nessuno ha più i suoi spazi e la quotidianità, sebbene non differisca poi così tanto dal solito perché ormai siamo tipi piuttosto casalinghi, subisce comunque un inevitabile processo di adattamento alla nuova situazione. Quel che capita è che in questo contesto i miei due adorabili draghi sputano fuoco a cadenze regolari, spesso in alternanza, ma anche con frequenti momenti di tiri incrociati…che se Tolkien fosse in zona non ci metterebbe molto a scrivere una nuova saga.
Ora, malgrado le condizioni avverse, si presuppone che mamma chioccia, capace e applicata, proponga dunque ai piccoli dolci pulcini delle attività che stimolino la loro creatività e che aiutino ad affrontare il periodo nefasto con naturalezza e gioia, circondati da un amore materno (e paterno) inesauribile e incondizionato.
Peccato, poi, che al mio cinquenne e al mio treenne delle attività ludico-didattiche di cui sopra non importi (più) un fico secco, per essere politically correct ed evitare inutili volgarità. In sostanza, lode all’impegno per la ricerca dell’occupazione più stimolante e un sentito ringraziamento a tutte le ammirevoli iniziative di condivisione nella rete, ma devo purtroppo capitolare e ammettere che, con una fondata probabilità, i miei sforzi occuperanno i piccoli per un 5-6 minuti massimo. Nel giro di poco, la mia iniziativa verrà bocciata a suon di ma io non ho più voglia e/o ma io stufo e/o no io, fa mamma questo.
Tenendo conto comunque del fatto che per creare le condizioni adatte per lo svolgimento della tal proposta di occupazione c’è voluta una buona mezz’ora, e altrettanto ci vorrà per sistemare dopo, quei 5-6 minuti di gloria non possono certo ritenersi un successo.

Riassumendo, qui nessuno ha più voglia di colorare, disegnare, incollare, tagliare, cantare o saltellare.
Addirittura nessuno ha più intenzione nemmeno di giocare, perché alla fine è solo più facile bisticciare.
Ascoltare è una di quelle cose che già non ci veniva benissimo prima di questo gran casino, figuriamoci ora.
Abbiamo provato anche a fare yoga, nel tentativo di rilassarci (ahah), inutile riportare qui gli scarsi risultati.
C’è speranza giusto quando si prova insieme a cucinare, ma più per un discorso dettato da istinti primordiali (aka una gran fame) che per un vero interesse per la proposta educativa.
Vabbè dai, tutto sommato ballare ci riesce ancora bene, ma solo dopo un bicchiere di vino per mamma e papà (fai anche due).
Che dire, queste sono le cronache. Si va avanti a suon di colazioni instagrammabili e cene con i surgelati. Questioni di sopravvivenza.
Settimana #1: applicazione a mille, entusiasmo e positività a balla.
Settimana #2: primi segni di bassa sopportabilità e nervosismo, ma in fondo ci sono ancora le capanne in casa che ci salvano.
Settimana #3: motivazione e creatività lasciano il posto a continui screzi, però abbiamo sempre la certezza che arriverà il momento aperitivo che mette d’accordo tutti, áncora di salvezza per questi giorni difficili.
Settimana #4: affaire à suivre… Restate sintonizzati. Restate sereni. Ma soprattutto RESTATE A CASA.

3 pensieri riguardo “# (decidi tu)

    1. In realtà non è tanto la quantità di materiale fornito dai docenti, di cui apprezzo molto il lavoro e lo sforzo, quanto piuttosto il fatto che arrivino stimoli e idee da mille canali (scuola, social, amici e conoscenti), ma sono di difficile messa in pratica. Insomma, diciamo che i miei bimbi spesso non collaborano o semplicemente non hanno proprio più voglia di attività guidate…

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