Oooohhhh

Oooohhhh.

È quell’esclamazione che a volte viene da dire, di sfogo.
Non è un Oh da meraviglia, né un Oh da soddisfazione e neppure quello di un compiacimento. No. È quello che dice una madre alla fine di una giornata di merda. È più un urlo di guerra, quasi. Le onde emesse sono paragonabili.
E forse, anzi molto probabilmente, ci sono mamme che quell’Oooohhhh non hanno mai avuto bisogno di dirlo.
E forse, anzi molto probabilmente, lo trovano anche fuori luogo.
E forse, anzi molto probabilmente, hanno ragione. Non so.

So che quell’Oooohhhh io oggi l’ho detto parecchio. Tanto da vacillare. Tanto da farmi dubitare sul fatto di aver preso la scelta giusta, anni fa. E queste son parole che fanno male. È quell’esclamazione che fai uscire, per prendere fiato e buttare fuori l’oscurità che ti sta avvolgendo in un momento. È quel che contiene tutto quello che non puoi dire, perché ti spaventa troppo, o perché sai che è troppo grave, pesante. È quel momento difficile, che con gli anni ricorderai come un aneddoto da condividere con chi è più inesperto di te, ma che nel momento in cui l’hai vissuto, ti ha marchiata. Incisa. Come una scarificazione, come un rito. Sei passata di lì e questo fa di te una guerriera. Ma anche una sopravvissuta. Dipende dai punti di vista. Può essere bello sentirsi entrambe le cose, è forte. È da dure. Ma può anche buttarti a terra. Stesa. K.O. Fine della partita.

Quel che ho sempre ammirato, nei guerrieri e nelle guerriere, è la capacità di rialzarsi. Perlomeno di lottare, sempre, con tutte le forze, i mezzi, le speranze e gli errori.

Io, dopo stasera, dopo tanti sbagli, dopo una cena che poteva essere perfetta, ma non lo è stata…beh, io…che dire, non so in realtà. Io sbatto la testa, torno indietro, riparto alla carica e alla fine, spesso, capita che mi faccia ancora male. Ma ne è sempre valsa la pena. Ah, e nel frattempo, imparo tanto. Su di me, sugli altri, sul mondo.
Ho appena scritto al mio Cuore, dicendo “sai che io sono quella delle emozioni forti”…”ma poi so anche gestirle, a mio modo”…più o meno, insomma, si prova.

Sono stata molto arrabbiata oggi, molto triste, molto ingiusta e molto impaziente. Anche molto intransigente. E molto esigente. E, strano dopo tutti questi aggettivi, anche molto grata.
Sono stata molte cose oggi. Domani vorrei esserne un po’ meno, ma meglio.
Giurin giuretta.

PS. quella in foto non è una Luna piena, ma il pane fatto in casa che ho sfornato oggi. Così come è uscito. Mancava giusto un pochino, ma poco eh, di sale. Serve dire che era imperfetto? Noi l’abbiamo mangiato e addirittura gustato. Forse proprio perché era imperfetto. Noi siamo così e sarebbe bello riuscire a gustarci ogni giorno, al limite con un’aggiunta di olio o burro, e sale, a seconda dei gusti. E a seconda dei giorni. No?

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