Profiler in cassa 2

Ognuno di noi ha il suo carattere, un’indole diversa che si manifesta in tanti aspetti della vita, che definisce lo stile (o la sua totale assenza) in una persona.
Parliamo di spesa. Sì, il (super)mercato oggi è il bacino dal quale traggo ispirazione per un paio di veloci considerazioni. In realtà, credo ci si potrebbe scrivere un intero trattato di psico-sociologia.
Osservando le persone nei negozi (che i profiler di Criminal minds mi farebbero un baffo proprio), sono riuscita a tracciare le figure di alcune tipologie di homo sapiens che sicuramente tutti, almeno una volta, abbiamo incontrato tra gli scaffali. Più che Homo in effetti sarebbe meglio dire Donna sapiens, ma non apriamo qui il dibattito sulla questione gender-spesa, malgrado ci sia molto da dire sulla parità anche in questo ambito…

Dicevo, ecco le potenziali acquirenti che potreste trovare proprio lì, dietro al banco dei surgelati…

  1. L’ecologica: la signora è la regina del BIO, non accetta prodotti che non provengano da una coltivazione controllata. È tipica di una categoria benestante, disposta a credere che in assoluto “se costa di più, ma è bio, allora sicuramente è il prodotto più giusto da acquistare”…peccato si tratti di un pomodoro del Perù (paese scelto a titolo esemplificativo), quando si sa che questi ortaggi crescerebbero anche sul balcone di casa nostra, non a km ma a metro 0. Vai tra, sicuramente arriva da un attentissimo coltivatore peruviano. Mi spiace solo per quella vagonata di emissioni nocive per portarlo fino alla tua tavola. Ah, però è bio certificato eh!
  2. In totale antagonismo con la precedente, abbiamo la campionessa del budget: non importa la qualità, la scelta determinante per preferire un prodotto all’altro è il prezzo. Lei conosce tutte le promozioni della settimana, di tutte le catene, di tutti i negozi nei paraggi…e pure degli ortolani a bordo strada. Non esiste discount che non la conosca, non guarda in faccia a niente e nessuno, lei vuole solo risparmiare, più per una questione di principio (“perché devo spendere di più per forza?”) che di borsellino. Inutile dire che il carrello è colmo fino all’orlo…vai di 3×2, ragazza!
  3. L’allergica: ha fatto della parola senza la sua ragione di vita. Lattosio, proteine varie, uova, caffeina e noci sono banditi dal suo carrello. In pratica gli unici prodotti che acquista sono un paio di pacchi di semi di varia origine, da far invidia a cocoriti e galline, acqua non frizzante a iosa (che bere quella del lavandino fa molto retro…ah, che sia senza sodio, mi raccomando), verdura e frutta. In sostanza l’alimentazione di quando l’Homo era ancora solo un raccoglitore…sappi, amica, che ci siamo evoluti nel frattempo.
  4. La serial shopper non può mancare: non contano provenienza, qualità e prezzo del prodotto, lei lo deve avere a tutti i costi, soprattutto se si tratta dell’ultimo ritrovato casalingo-alimentare. Perlustra gli scaffali con meticolosa attenzione al dettaglio. Ha studiato il percorso a casa e non può permettersi errori, al suo passaggio tremano in ugual modo broccoli e biscotti. Con la precisione tipica del personaggio seriale, ripete con costanza le sue mosse per non lasciare nulla al caso. Raramente cambia la sua lista della spesa. Fate attenzione, in cassa non ha rivali e prima di pagare…conosce già il totale!
  5. La fashion: fosse in una boutique parigina o in Oxford street a Londra, allora saprebbe destreggiarsi tra abiti e paillettes…ma no, siamo solo al reparto latticini di un qualsiasi supermarket e quindi lo scazzo che si porta addosso è tangibile anche dall’angolo rosticceria, nonostante l’odore di fritto e le urla delle comari in fila per il pollo migliore. Per lei fare la spesa è un compito ingrato, riempie il carrello con un sedano e due carote, un cartone di latte (che farà scadere in frigo) e due yogurt (che faranno la stessa fine del latte). Forse forse, se è giornata, ci sta anche una scatoletta di tonno. E poi via di corsa verso l’uscita, sia mai che qualcuno dovesse notarla nel settore “abbigliamento – tutte le taglie”: farebbe davvero troppo bassofondo per i suoi standard e non si dica che “la moda ormai passa anche dal carrello”! Blasfemia!
  6. Marketing victim: per alcuni versi in stretta connessione con le numero 1 e 3, con la fissa della salute, lei è quella per cui il marketing ha scoperto che si vende di più dicendo che un alimento è senza olio di palma. Ora, la tipa in questione ne ha mangiato a quintali nella sua vita che non ha idea, che nelle merendine che le dava mamma da bambina ce n’era a vagonate, che fino a l’altro ieri manco sapeva che dalle palme si potesse ricavare l’olio. Proprio lei è quella che adesso snobba e discrimina qualsiasi grasso vegetale idrogenato, solo perché crede che la pubblicità abbia ragione e l’olio di palma faccia male. Ecco, non hai capito una mazza. Il problema, tesoro, non sta tanto nelle qualità organolettiche e nutritive dell’olio, quanto piuttosto nella brutale tecnica impiegata per procurarselo. Ma vabbe, si sa che la TV è Bibbia…amen, sorella.
  7. La fissata: meglio di qualsiasi nutrizionista sulla piazza, conosce a memoria etichette e valori nutrizionali di ogni singola derrata alimentare. I prodotti dietetici sono la sua droga, l’aspartame il suo migliore amico, non importa se cancerogeno in alte quantità. Per qualsiasi prodotto acquistato ha già calcolato quanti km dovrà correre, il totale di vasche in piscina e il rispettivo tempo sulla cyclette per smaltire l’equivalente energetico. Non vuole rinunciare a pietanze gratificanti, ma le calorie proprio non le vanno; così si affida a quel LIGHT che le lascia in pace la coscienza, un po’ meno la soddisfazione. Per così dire, si accontenta…vai di effetto placebo, amica!

Ecco, se mi incrociate in un negozio, non preoccupatevi: non sempre traggo spunto dalla realtà per i miei articoli. Solitamente, sono solo un’innocua osservatrice…

Piccola nota a margine: lungi da me criticare le tendenze di ognuno, personalmente credo di appartenere un po’ a tutte le categorie. Questo post vuole solo essere un piccolo e ironico spaccato, ispirato da una mattinata al supermercato…non si offendano le gentil signore di questo o di quel credo: libere di professare qualsiasi fede del carrello.

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