Quando il gioco si fa duro…

Da tempo non lasciavo traccia della routine di tutti i giorni chez nous…

…Torniamo pure quindi ai racconti di vita quotidiana, stavolta in quel trambusto in cui siamo stati catapultati da un momento all’altro, quell’esistenza per la quale non ti puoi preparare prima o non si è mai davvero pronti finché non ci si ritrova dentro…e via allora, di nuovo in un mare in burrasca.

Eh sì, perché ora siamo in 4. Siamo in 4. Lo ripeto, siccome ancora faccio fatica a credere di essere quella famiglia che abbiamo sempre sognato. L’unico dettaglio è che nei sogni non comparivano le mie occhiaie degne di un panda (che neanche il logo del WWF) e il mio colorito alla tintarella di Luna, che non lasciano scampo e testimoniano come la vita a 4 sia cominciata subito a pieno ritmo. I primi segni di scompensi sono già evidenti, ma era ovvio che tutto questo c’era da aspettarselo.

Che dire, il rodaggio è ancora in corso e non so se in realtà avrà mai fine. Vero è che i quesiti esistenziali tipici del primo figlio (avrà fame? sete? freddo? caldo? sonno? cacca? pipì? qualediavoloèilproblemaora?), con il secondo sono molti meno e soprattutto non così frequenti. L’organizzazione è già ad un buon livello, per quanto riguarda la gestione pratica del nuovo arrivato. Ah chiaro, le notti sono sempre un casino qui, che lo dico a fare, ormai si tratta di dividersi i compiti tra strilla varie che chiedono latte o coccole in alternanza, ma fortuna (o sfortuna?!) che come genitori non si è mai perso il ritmo in questi anni…Grazie A., le tue notti difficili ci hanno tenuto in ottimo allenamento!
Ma poteva essere così facile? Eh no! Ovvio!

La vera sfida ora è riuscire a gestire “il grande”, il fratello maggiore che ora si ritrova a dover condividere tutto ciò che prima era solo suo, genitori in primis. Barcamenarsi tra le poppate e un forsennato duenne che urla e scalpita come un cavallo selvaggio per il gioco, la merenda, la passeggiata o il primo pretesto utile a cui appigliarsi per una bella scenata…beh, qui sì che il gioco si fa duro, ragazzi. Altro che quei domandoni stile “Ma avrò abbastanza pannolini per uscire? (ndr1: almeno 10 sicuro, quindi sì, sono abbastanza per cacche millenium!)” – oppure – “Se poi ha fame e siamo in giro come faccio? Allatto? Ho le pezzine per asciugare il latte? E se poi ne va dappertutto?” (ndr2: ne va comunque dappertutto all’inizio, quindi inutile preoccuparsi per niente, la maglietta sarà sempre e comunque da lavare!). Eh no, bei tempi quelli! Ora le cose si fanno serie, la posta aumenta e bisogna essere pronti a fare il cambio di livello.

È come un Tetris, solo che ora i tasselli da incastrare scendono superveloci e hanno forme difficilissime…ma la partita è appena cominciata e noi siamo una grande squadra!
Per il momento ci limitiamo a sfornare un bel pane per la colazione e godiamo di ogni inizio…di giornata e di vita.

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