Insieme

Sono in un letto di ospedale. Che detto così fa pensare male, in realtà sto benone, anzi mi rilasso e scrivo. Niente di grave, solo una semplice flebo di ferro, ché nonostante mesi di pastiglie pare si sia deciso di non assimilarne a sufficienza, almeno non abbastanza per due…così eccomi, sdraiata, con un’ora forzata tutta a mia disposizione, tra i rumori, gli odori e il tran-tran di una camera d’ospedale del reparto maternità.

Nel letto di fronte al mio una mamma avvolge la sua piccola bimba appena nata. La ragazza non parla bene l’italiano, ma riesco a capire che si tratta della prima bimba, che tutto è andato bene e che l’indomani andranno a casa. Non servono altre parole, i sorrisi reciproci e i nostri occhi dicono già tutto quel che entrambe abbiamo da condividere.

Questo ospedale lo conosco, ci sono già stata due anni fa quando A. è arrivato a far parte di quella famiglia che L. ed io già sapevamo di essere, ma ancora non immaginavamo quanto. Un posto che mi ha già dato una volta emozioni uniche e indelebili, così profonde da toccare l’anima e da portare con me per tutta la vita. Qui in un giorno di un sole timido di dicembre, con A. in braccio, quando a sentire le levatrici il latte “stava per arrivare”, ho avuto la consapevolezza della meraviglia di essere madre, di tutto ciò che questo comporta nel bene e nel male, nella fatica e nella gioia. E sono sgorgate lacrime dolci che mai potrò dimenticare.

Tra poco, un mese circa, sarò di nuovo qui e allora saremo definitivamente in quattro. Pensare ora a quel momento mi porta a sensazioni contrastanti. Da una parte non vedo l’ora di provare quelli che so che saranno intensi attimi di vita, di conoscere finalmente chi da mesi si fa capire a calcetti e spostamenti. Di avere tra le braccia, di nuovo e così tangibile, l’amore tra L. e me fatto persona.
Dall’altra so che farlo arrivare non sarà una passeggiata, che avrò paura per il male. Ma non tanto o solo per quello fisico, bensì quello dal quale dovrò e vorrò proteggere il mio piccolo, consapevole che comunque prima o dopo ne saremo toccati perché, in fondo, si sa che è anche giusto così…

Ci lasceremo sorprendere dalla nostra nuova vita, con la certezza che con l’amore che proviamo L. ed io l’uno per l’altra, fondamento della nostra vita insieme e del quale sono fatti i nostri bimbi, riusciremo a crescere e ad imparare. Potremo essere uno in quattro. INSIEME e ancora INSIEME. Sarà ancora un navigare a vista, seguire il vento. Sarà come godersi un bellissimo panorama a volte interrotto poi ripreso, poi di nuovo sospeso, poi più definito…come quello che ora vedo dalla finestra con le tapparelle socchiuse. A volte è tutto chiaro, altre è tutto una linea scura e sconosciuta.
Non sapremo mai con certezza assoluta dove staremo andando, ma lo faremo INSIEME.
E questo mi basta. Anzi…E questo è il centro, è tutto.

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