Shake it, baby!

Con un imperdonabile ritardo sulla mia tabella di marcia/lista dei to do (che forse farei meglio a chiamare whatIwouldliketodo-butIcan’tsucceed), ecco una nuova avventura in casa Panebuter. Un post un tantino anacronistico, dato che anche per quest’anno san Valentino è ormai passato, ma in fondo che importa per noi che amiamo tutto l’anno e festeggiamo l’amore ogni giorno? E comunque, “amanti del brivido” state pure tranquilli, di sdolcinato qui c’è poco…

Auimmaué Auimmaué Auimmaué Auimmaué

Ecco il nostro risveglio per San Valentino. Uno dice: colazione a letto, dolcetti a forma di cuore, fiori e cioccolatini. No.
Noi ci siamo alzati presto, come al solito, catapultati in uno spettacolo di prima serata dei migliori villaggi vacanze. Manco fossimo in Africa con il leone alla porta!

Auimmaué Auimmaué Auimmaué Auimmaué

Colonna sonora la canzone Wimoweh – The lion sleeps tonight (già, wimoweh…ma la mia versione italiana è sempre stata AUIMMAUÉ e sempre tale resterà). Dicevo, colonna sonora questa canzone (versione Pat&Stanley) e la sottoscritta che cerca di bere un sospirato caffè, dopo una notte semidisastro, tra le mosse dei peggiori balletti di gruppo. Che poi, c’è da dire, la nostra versione è più Mannaggiammè-The lion doesn’t sleep in the morning.

Tendi le braccia, tirale verso di te, shake it shake it baby, muovi a tempo la testa, sculettamenti vari che manco quelle tope di Shakira e Beyoncé insieme… e via ancora di Auimmaué. Vai di mossa “gomitolo”, quella in cui si arrotolano le mani con un immaginario filo da avvolgere, per intenderci, e scrollatina di spalle. Poi ricomincia daccapo che mancano solo il trenino, “Brigitte Bardot Bardot”, “pe pe peré pepé” e YMCA e possiamo tornare direttamente a capodanno! Altro che carnevale a Rio, qui scorre fiesta a fiumi la mattina!

Bei tempi quelli in cui la domenica mattina ci si svegliava con l’orologio accanto al letto che segnava due cifre, uno sguardo fuori “È brutto oggi”, rigirarsi sotto le coperte e avere tanto tempo a disposizione per lasciarsi coccolare da un morbido piumone.

E invece…indossiamo le migliori paillettes, che non si vedevano nemmeno nella Las Vegas degli anni ’70, e via ad intrattenere il cucciolo. Quando poi, nel bel mezzo del tuo spettacolino, vedi la faccia del tuo bimbo che assume QUELLA inequivocabile espressione che tutti i genitori conoscono (ma che tutti gli altri riescono bene a immaginare), QUEL colorito che cambia e QUEI rumori molesti che non lasciano presagire nulla di buono…beh, in quei momenti capisci perché nella vita hai deciso di dedicarti ad altro e non al cabaret.

Grazie pupo, son soddisfazioni!

 

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