La metamorfosi

Non so chi siano e non so se esistano quelle mogli, donne, signore distinte che per fare le pulizie in casa si truccano e si vestono bene. Anche solo con una tuta, ma con stile e accuratezza. Ecco, io non mi sono mai vista, tra la tazza del water, il lavandino e i panni sporchi, con tacco dodici e rossetto rosso. Ma neanche con un velo di rimmel, per intenderci. Quando pulisco casa, sono più la brutta copia di Ursula (ndr. la piovra della sirenetta), una versione peggiorata della me stessa dopo una notte insonne (e qualche bicchiere di troppo). Insomma, un disastro dal profilo estetico: una coda che si scioglie e perde ciocche (che tra l’altro danno un fastidio infernale davanti agli occhi e prudono, pizzicano e fanno solletico!), pelle giusto appena incremata e guanti gialli sulle mani, che dopo due minuti ho prontamente tolto perché mi tolgono la sensibilità. Figuriamoci poi se parliamo dei vestiti. I peggio jeans dei primi anni ’90, quelli con i tagli fatti apposta (che non fanno figo ma patetico), le maglie “da casa”, che son sempre le stesse e non butterò mai, nonostante mi riprometta di farlo ogni santo giorno, i calzini più antisesso della storia e la fascia in testa, che neanche i tennisti degli anni ’80, per rendere l’idea.
Ecco, questo può essere un buon ritratto…
Eppure pare ci siano quelle che anche in casa riescono ad esser fighe…e io le ho sempre ammirate con una buona dose di invidia. Perché non vale, insomma, anche con due stracci hanno sempre e comunque un tocco di classe. Ragazzi fortunati i loro mariti e/o compagni!…e poi queste casalinghe finte disperate hanno voglia di truccarsi anche in casa. Io ci provo, perché in effetti quando lo faccio poi mi sento anche bene, ma non ho costanza. Il mio problema è la costanza!

E quindi che si fa in questi casi? Come cambiare la situazione, quando ormai ci si abbandona allo status di vecchie ciabatte?
La metamorfosi. Un serpente che cambia la pelle o, se proprio suona meglio, prendiamo pure il più poetico bruco che diventa farfalla. L’ho fatto anche io, ho dato una botta di vita al look trito e ritrito degli ultimi 10 anni (almeno), ho avuto un vero e proprio colpo di testa. Ho finalmente deciso, con una fermezza che mi ha anche un po’ spiazzata (ma pure con l’aiuto di una parrucchiera che ne sa), che era ora di cambiare. Ho scelto un nuovo taglio di capelli, corto, MOLTO corto per una che da anni portava i capelli a metà schiena. E per una volta il giudizio altrui non ha influenzato la mia scelta…tolti i comunque graditi apprezzamenti di marito, genitori e amiche (notoriamente non di parte, come si dice). Ho osato…(e che culo) è andata bene, o almeno così mi sembra. Certo, lo ZAC del drastico taglio coda mi ha tolto il respiro per qualche interminabile secondo. Ma forse è stato un simbolico taglio netto, l’inizio di una nuova prospettiva, di un entusiasmo per idee e progetti, di voglia di fare, di una nuova me.

Certo, la pace del mondo non passa da un taglio di capelli, sono d’accordo. E sono pure consapevole che si parla di futilità, che le cose importanti son ben altre, che comunque abbiamo accanto chi ci ama anche quando siamo Cenerentola moooolto prima del ballo e l’anatroccolo che resterà papera, non cigno. Ma ogni tanto perché non vedersi un po più soddisfatte, se quel tocco di trucco, quella nota di stile, quel nuovo taglio possono aiutare a stare meglio con sé stessi…perché no? In fondo si parla poi solo di piccoli gesti per noi…e, sono convinta, anche ai vari lui (o lei) non dispiacerà…soprattutto vederci felici!

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