A., come Amore

Un anno. Il primo compleanno del nostro cucciolo e, tra la gioia, le torte e gli auguri, ci sta anche un doveroso e naturale bilancio dei primi 365 giorni insieme. Se un anno fa mi avessero chiesto come avrei immaginato la mia vita in questo momento, avrei probabilmente dipinto un quadro molto distante dalla realtà. Non per forza migliore o peggiore, solo diverso. Ma andiamo con ordine.

La mia idea era quella di arrivare a questo punto ed essere sicura delle mie capacità come mamma, di avere sotto controllo casa-pargolo-tempo, di saper capire al volo i bisogni del bimbo e di affrontare le settimane con un ritmo più o meno regolare. Ah, dimenticavo, pensavo ovviamente che il rospo avrebbe dormito, diciamo, a partire dal 3 mese. Certo! E invece…
Mi sono accorta che i mesi passavano, ma di sicurezze neanche l’ombra, niente, zero. Anzi, l’unica vera certezza è stata la presa di coscienza sul fatto che più si avanza e più diventa un casino! (e fortuna che siamo solo al bilancio del primo anno!)

Ora, intendiamoci, non è che questo anno sia stato una punizione, tutt’altro, ogni giorno è una benedizione (amen!) e ringrazio “il cielo” (sempre sia lodato!) per avere la fortuna di essere genitore. Certo, devo ammettere che non pensavo che le rughe sarebbero comparse assieme al bimbo, perlomeno non così presto. E invece…pacchetto completo! Dovrebbero avvisarti in gravidanza: occhio a mangiare insaccati, ricorda di bere molto – non alcolici beninteso – e scatta un paio di foto al tuo bel visino, perché gli occhi riposati e la pelle soffice come una pesca saranno solo un dolce ricordo.

Un anno fa credevo che, adagio adagio, le mille domande che avevo in testa avrebbero trovato risposta con il tempo e l’esperienza. La verità? Oddio, qualche risposta l’ho trovata eh, ma in compenso sono triplicate le domande e le incertezze. Insomma, di questi tempi qualsiasi argomento diventa un dilemma: cucino pasta o riso per pranzo? Sarò più comoda con gonna o pantaloni per uscire? Farà freddo o caldo oggi? Che faccio glielo do un po’ di latte o aspetto? Avrà mangiato abbastanza o gli sgancio un’altra fetta di pane? E se poi è troppo?
No per dire…un paio di esempi a caso! Tutto ok! Cosa dicevo a proposito di avere fiducia nelle capacità di mamma? E poi tutti, da subito, che ti parlano dell’istinto materno. Ah ah ah…scusa istinto che?

No, decisamente le cose non sono andate come pensavo. La mia immagine di mammaorganizzata-capelli a posto-vestiti pure-bimbo in ordine-passeggino pulito-torta in forno si è rivelata una chimera (che è un modo carino per dire quanto fosse una cazzata). Già, fare la mamma non è mica tutto rose e fiori, non è avere tutto sotto controllo; fare la mamma il più delle volte è uno sbatti pazzesco. Fare la mamma è roba da dure. Ma oggi, a un anno dal momento in cui sono diventata mamma “per davvero”, tiro le somme con qualche aggettivo: difficile, estenuante, meraviglioso, unico, irripetibile, magico, passionale e vivo.

In fondo, è così che potrei definire l’AMORE.

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