Giornate da fare

Le giornate perfette sono quelle in cui fai. Non importa cosa, importa invece con chi. Quando il giorno è pieno, attivo e carico, io mi sento bene.

È così che mi sono addormentata ieri sera e che mi sono svegliata stamattina: con la voglia di stare bene. Ma davvero, dentro, facendo ciò che amo e che mi dà serenità, quella che ti fa sorridere senza motivo. In questi giorni difficili di sangue, terrore, orrore e tanto smarrimento, c’è un viscerale bisogno di benessere. Si sente ovunque, rimbalza sui social la parola LOVE. Vedo, non con poca meraviglia, visti i tempi che corrono, che il mondo crede nell’amore per vincere sulla violenza. Forse, purtroppo, non ancora a sufficienza. Ma c’è questa voglia di BENE. Non è un discorso cinico sul tono “loro stanno uno schifo, ma io voglio stare bene e quindi me ne frego e faccio finta di niente”. No, certo che no. Anzi, è un invito ad apprezzare tutto il buono che capita a tiro e che spesso non viene degnato di uno sguardo, perché ormai è routine e ci scivola addosso. Sono davvero quelle giornate fatte di cose semplici il vero benessere di cui godere. O almeno è così per me. Ecco un esempio che mi ha reso veramente felice, nel modo più sano, che condivido qui per portare un po’ di serenità a chi vorrà leggere…

Families going wild
Camminare nel bosco d’autunno, con il rumore delle foglie secche sotto i piedi e i versetti di due bellissimi bimbi piccoli che chiacchierano a modo loro da uno zaino all’altro, sulle spalle dei papà, mentre le mamme scherzano (ma non troppo) sulle fatiche della salita. Destinazione: un ponte tibetano lungo 270m che si affaccia su una vallata a 130m di altezza. Che vuoi che sia, “un due tre – quattro cinque e sei – un saltino e sono…” dall’altra parte.
Già.
Poi tra le fronde degli alberi cominci a scorgere la sagoma del ponte in questione e le battute si fanno più frequenti, per stemperare la tensione. Sarà che dalle foto su Instagram e Facebook sembrava più corto, largo, basso, stabile, sicuro? Sarà che con i cuccioli la prudenza non è mai troppa? Sarà che in fondo è una bella giornata di sole, perché non fermarci un attimo su sta panchina? Ma insomma, quando arriviamo all’imbocco del ponte…e sticazzi!IMG-20151102-WA0003

Che poi i Tibetani la fanno facile, con la loro millenaria tradizione di meditazione alle spalle restano zen anche senza rete di protezione. Ma io, che di pratiche meditative non so una cippa, dopo quattro passi, venti imprecazioni e un lumino a tutti i santi, comincio a sudare freddo appena sento le tavole sotto i miei piedi che si muovono al ritmo dei passi di chi sta giungendo in senso inverso.
Ok, niente panico.
Mi volto, controllando il resto della truppa; ok, tutto sotto controllo, procediamo. Ok, va tutto a meraviglia…e intanto il Dalai Lama lo vedo davanti ai miei occhi! Restiamo calmi, RESTIAMO CALMI! Zitta zitta (e già questo fa capire che qualcosa non quadra) procedo a piccoli passi, ripetendo come un mantra Non guardare giù, non guardare giù, non guardare giù…e ovviamente che faccio? Guardo giù! È più forte di me…e via partono altre quattro madonne…
A un tratto sento mio marito che, con coraggio (e un recuperato orgoglio maschile), fa “Vale facciamoci un selfie in mezzo al ponte!”. EHHHH? Ma un autoscatto con il ponte alle spalle in sicurezza sul versante della valle no eh? Ora, i miei selfie escono sfocati già sul divano di casa, figuriamoci su un ponte traballante a 130m da terra…ma con nonchalance rispondo “Prendi il tuo telefono, però, che io ho poca memoria” (öööhhh) e immortaliamo sta faccia, con lo stesso sorriso delle foto sul passaporto, così per dire.
Tutto bene, percorriamo la lunghezza del ponte e arrivati alla meta ci guardiamo con i piedi ben saldi sulla terraferma. I bimbi non battono ciglio, ignari dell’esperienza No limits appena vissuta dai genitori, i quali invece non sanno se lasciarsi andare ad una risata isterica o se cominciare a preoccuparsi seriamente per il ritorno!
Ce l’abbiamo fatta, poi, a tornare senza lasciare 10 anni di vita attaccati alla rete del ponte. E dopo lo sforzo non ti levi la soddisfazione di un bel panino “come quelli che faceva la mamma”? Solo che adesso la mamma sei (anche) tu! Pura gioia…

Bella eh, la gita fuori porta! Ma per la prossima vada pure per il pranzo sul Lago di Como!!

…Questi sono momenti che fanno bene, sono giornate di condivisione, con la famiglia e con gli amici accanto, che riflettono il tuo sorriso.

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