Un mese da ri…s…cordare

A chi ormai mi aveva dato per dispersa, a chi si è chiesto se WordPress mi avesse bloccato qualche possibilità di editing, a chi “ma quando scrivi il prossimo post?”, a chi invece non ha pensato a tutte queste cose perché tanto di Panebuter chissene, a chi mancavo, rieccomi.

Dopo quasi un mese di fancazzismo mediatico torno a riscrivere su queste pagine virtuali. No, non che in tutto questo tempo non abbia avuto di cui parlare, intendiamoci, anzi: non ci siamo fatti mancare niente, mio marito, mio figlio ed io. A cominciare da una visita al pronto soccorso (gradita quanto un ghiacciolo d’inverno), passando poi a un’otite a rischio perforazione (perché chi non si ammala ad agosto?!), il tutto sempre condito dalle ormai fedelissime notti insonni, che ancora non ci hanno abbandonato e a sto punto mi chiedo se lo faranno mai. Insomma, abbiamo avuto un mese piuttosto movimentato da queste parti e le mie energie sono state canalizzate, dirottate, prosciugate da svariate attività che poco avevano a che fare con la scrittura. Ma andiamo con ordine…

Prima visita al pronto soccorso in un sabato sera estivo; ora, c’è da dire che già mamma e papà hanno un passato (non troppo degno di nota) di nottate al PS, soprattutto nel weekend…ma soprassediamo su gesta e prodezze che ci hanno portato fin lì e concentriamoci sul cucciolo…Vuoi che il nostro bimbo non si avventuri sulle orme paterne e materne? Sia mai! Sta di fatto che, misurata l’altezza e fatte le dovute proporzioni, calcolati i valori esatti di accelerazione e velocità, il piccolo ha deciso di voler testare le leggi della fisica lanciandosi più o meno volontariamente dal divano, malgrado le numerose protezioni volte a scongiurare una simile circostanza. Neanche a dirlo che nella stessa frazione di secondo io fossi girata di schiena per recuperare una borsa indispensabile all’uscita imminente. Un tonfo sordo e poi uno strillo inequivocabile. Morale della storia, il tutto si conclude con uno spavento terribile, che neanche l’Urlo di Munch si avvicina alla mia faccia in quel momento, diversi capelli bianchi in più (uno stile stravolto all’uscita dal PS peggio di Maga Magò, Merlino e Anacleto tutti insieme) e qualche anno di vita inevitabilmente perso: tutto sommato è andata ancora bene! Quello che mi inquieta non poco è che molto probabilmente, anche nella migliore delle previsioni, non sarà stata l’ultima volta e ci saranno purtroppo numerose occasioni del genere in futuro…per la serie ‘nammobbene!

Ma passiamo all’altra sgradita ospite delle ultime settimane: una bella otite in piena regola. Perché è un classico di stagione no?! Sulle più famose riviste di moda l’avevano annunciato. Ad agosto, mare o montagna, il bianco torna di moda, la dieta di stacippa e il trend del momento da non mancare: l’otite! Addirittura il pediatra, un po’ stupito, ha suggerito ad A. che l’otite non si fa ad agosto, ma in inverno…ecco, magari anche no, cioè se non si facesse del tutto?! Grazie! E fu così che pochi giorni in montagna, all’insegna del riposo, dell’aria buona e dell’ottima compagnia, si trasformarono in un susseguirsi di notti agitate, pianti strazianti e mia nevrosi generale sull’essere mamma e, soprattutto, sul non essere mamma come vorrei. Un sentito ringraziamento all’otite per avermi indotto ad un’analisi profonda sul mio ruolo; quando si pensa ad anni e anni di psicanalisi mentre basta un’otite eh! Purtroppo però per alcuni pensieri non è sufficiente una buona dose di antibiotico, che invece ha fortunatamente curato il nostro bimbo nel giro di una settimana. E via, anche questa l’aggiungiamo al carnet delle difficoltà superate.

E due parole sui dentini non le vogliamo fare? Eh già, perché sono arrivati anche loro a dare man forte! Come detto, non ci siamo fatti mancare nulla. Una meraviglia però vedere crescere i primi dentini, che fanno sembrare A. sempre più grande di giorno in giorno. Peccato che il bimbo non la veda proprio alla stessa maniera, trasformandosi nella versione più dolce di un piccolo pitbull (incrociato a Dracula) pronto ad azzannare qualsiasi cosa gli passi a tiro. Senza i riflessi pronti è un attimo e, zaaaac ZAC, ti addenta anche l’orchidea che ti avevano regalato per i 30 anni, che (miracolosamente) eri riuscita a far rifiorire (nonché a mantenerla in vita!). I lunghini di pane “per farsi i denti” ormai non si contano più!

Se non altro ai 3 mesi ero convinta che il periodo di nottate critiche fosse alle spalle! Ora, all’alba dei 9, posso affermare con certezza che le sorprese, con un bimbo piccolo, non hanno davvero fine…ma NIENTE che quel meraviglioso sorrisetto sdentato a tratti, quella faccia da furbo e quei versetti sempre più articolati non possano ripagare!

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