Di piovre, di leoni e di gufi: la nanna, questa sconosciuta

Ultimamente ho cominciato con qualche crisi d’identità, credo di aver assunto sembianze da piovra. Dopo sei mesi di maternità mi rendo conto che non c’è praticamente più nulla che io non riesca a fare con una mano sola. Stirare, cucinare, passare lo straccio, fare il bucato, sistemare il giardino, tagliare la carne (mica carpaccio, intendo proprio un bel filetto), vestirmi (calze comprese) e asciugarmi i capelli (pettinandoli, ovviamente, altrimenti è troppo facile!). E mi fermo qui, meglio soprassedere su attività meno nobili. È così che succede quando hai un figlio mammone, che molto mal volentieri si stacca da te e che, tra le altre cose, ancora non riesce a giocare senza compagnia (la tua, possibilmente). Ogni volta che provi a lasciarlo con i suoi giocattoli per più di cinque minuti (dico – almeno il tempo di bere un bicchier d’acqua), parte la nona di Beethoven. È così. [Piccolo inciso: ecco il motivo della mia assenza mediatica e latitanza da blog. Paradossalmente, pensare e scrivere al pc è una cosa che ancora non sono capace di fare con mio figlio in braccio!]

Ma uno pensa: “Beh, con il pupo fai solo il minimo indispensabile, il resto lascialo per quando fa il riposino, così hai due mani libere e ci metti un secondo a riordinare”. AHAHAH! No, perché quando capita che, chiacchierando, mi dicono ste cose io davvero mi piego dal ridere. Uno spasso quando i soliti ignoti ti chiedono anche Ma non ti dorme la notte a sei mesi?. Ecco no, mio figlio non dorme, non è di quelli Oh ma che carini quando sono così piccini, dove li metti stanno e poi tanto dormono un casino. No. Mio figlio è più uno di quelli abbonati alla “mezz’oretta di pennica basta e avanza”, che la vita vogliono viverla tutta, che dormire è uno spreco di tempo perché potrei giocare e riempirmi gli occhi di belle cose, che mi basta un niente per essere di nuovo pieno di energie. Mio figlio è un entusiasta del mondo.

E fin qui, tutto bene.

Sono orgogliosa della sua curiosità, del suo interesse per le esperienze di ogni giorno. Vedere in lui progressi quotidiani proprio grazie alle conoscenze acquisite di giorno in giorno è una gioia immensa. Certo, c’è un rovescio della medaglia (e te pareva). Le notti sono insonni, i giorni sono quel tempo da occupare con mille attività, per tenerti sveglia prima di un’altra notte in bianco. E capirai, dopo sei mesi così, non hai borse sotto gli occhi, ma tutta la collezione primavera-estate di Louis Vuitton. Allo specchio la mattina capisci il termine astronomico di buco nero, perché te ne ritrovi due stampati in faccia. Tuo marito va al lavoro chiedendosi se indossa ancora il pigiama sotto i vestiti, tuo figlio ha gli occhi più pesanti del muro di Berlino, ma lui – al contrario – non crolla, e i tuoi nervi hanno superato quella fase “a fior di pelle”, hanno praticamente fatto le valigie (con le Louis Vuitton sopraccitate) e abbandonato il tuo corpo. Ti ritrovi così nervosa che, quando tua mamma con fare preoccupato ti dice di cercare di riposare, rispondi con un ruggito degno di un leone affamato in una savana deserta. Con una breve analisi, ti accorgi che forse così non si può più continuare.

Ma fin qui, ancora tutto bene.

Decidi quindi di parlare con il pediatra di questa difficoltà con la nanna, un po’ per il bene del bimbo e un po’ per salvare un minimo di quiete familiare. AHAHAH! Risata isterica numero due, perché qui arriva il bello. Tu pensi che il medico ti consigli qualche attività rilassante, qualche rimedio miracoloso, qualche accorgimento del Dr. Schlafen (che se ha un nome tedesco allora ci credi di più, perché si sa, al nord sono sempre più avanti con le teorie)…E invece la bomba: Signora, lo lasci piangere. Che??? Lo lasci piangere per un po’ prima di addormentarsi e vada a controllarlo e a calmarlo solo a intervalli sempre più dilatati nel tempo. Ripeto: CHE??? Vedrà che funziona!

Ora, non starò a raccontare patemi, ansie, inferno e purgatorio della prima notte. Sì, farlo addormentare con questo metodo è terribile, è disumano, è atroce e va contro ogni molecola di istinto materno. Però funziona (e sono una che fa piuttosto fatica ad ammettere di aver valutato male)! Grazie, dopo mezz’ora che strilla te credo che si addormenta, stremato e pure un po’ incazzato. E invece no, quando si risveglia è felice, ha questo visino riposato e solare. E soprattutto, dopo sei mesi più o meno insonni, complici due giornate di caldo torrido (che ti stende anche uno speaker di Radio Maria – impresa pressoché impossibile), il bimbo regala a mio marito e a me due, dico BEN DUE notti intere senza risvegli! A turno abbiamo controllato che fosse ancora in vita!

Beninteso, poi le notti dopo s’è svegliato ancora; sembrava troppo bello per essere vero. Ma c’è la prova che può farcela, crediamoci, è successo. E soprattutto a te che mi chiedevi se “tira tutta la notte” un bel Vaffa… non te lo leva nessuno! Uccellaccio del malaugurio, se non mi fai la gufata e vedi di non portare sfiga, magari mio figlio un’altra notte di sonno profondo la fa ancora alla faccia tua (ecco – per la serie tranquille e riposate).

Che dire, con la pappa è stata una passeggiata. Per la nanna siamo ancora al livello lavori in corso.

Sempre tutto bene!

TO BE CONTINUED

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