Habemus pappam

È ormai passato più di un mese da quando A. ha cominciato con le prime pappe. Da buona golosa e food-lover quale sono, aspettavo questo momento con tanta emozione: un misto di curiosità nello scoprire se anche il mio cucciolo sarebbe stato un buongustaio e di nostalgica tristezza per l’inevitabile, progressivo distacco dalla mamma con la riduzione dell’allattamento. Risultato: mio figlio è una buona forchetta, per gioia di mamma e papà! In ogni caso, mi sento di condividere i dieci punti elencati qui sotto, giusto un piccolo promemoria per chi dovesse affrontare questa situazione per la prima volta o, semplicemente, per ricordarmi quali sono gli errori da evitare e soprattutto le precauzioni da prendere. Ecco il mio decalogo per la pappa.

1. Mai, e dico mai, dare da mangiare al piccolo indossando la tua maglietta preferita. Gli sputazzi raggiungono gittate incredibili, che neanche alla NASA si studiano parabole di tale portata!

2. I libri consigliano un ambiente rilassato a tavola. Ahah, certo, mio figlio non vede l’ora di adagiarsi nel seggiolone stile turista su una spiaggia dei Caraibi con un cocktail in mano. Peccato la realtà sia un po’ diversa: urla, strilli e piedi che scalciano per scendere dal seggiolone e cercare in tutti i modi di farsi prendere in braccio. Qui non si molla, la pappa si fa seduti bene!

3. Non fate finta di essere disinteressati al meraviglioso visino che si riempie di diverse variazioni di ortaggio a ogni cucchiaiata. Se eravate di quelli che “ma no, che palle con ste foto dei bimbi pieni di pappa…al mio non la farò mai”, beh, scordatevelo. Avrete più foto di bocche colorate in tutte le tonalità, dal rosa barbabietola all’arancione carota fino al verde zucchina, che della Tour Eiffel dopo aver visitato Parigi! Come non lasciarsi contagiare da un faccino talmente pitturato da fare invidia al Joker di Batman?!?

4. Non c’è smacchiatore che tenga. Diffidate da quelle pubblicità che garantiscono un risultato impeccabile. Mi spiace, ma contro le macchie di pappa non c’è storia. La peggiore? La zucchina! Niente, nemmeno barbabietola e carota insieme, macchia come una zucchina. Che sia da “primo impatto” o di “seconda mano”, per così dire, la zucchina lascia aloni verdastri anche dopo numerosi lavaggi. Consiglio di tenerne conto…usare sempre lo stesso paio di bavaglini non fa di voi delle mamme pigre, ma delle mamme furbe!

5. Ricordiamo un breve mantra: come entra, così esce…e qui ho detto tutto. Arrangiatevi…

6. Se oggi una pappa piace e il bimbo la spazza come voi azzannate la prima costina dell’estate, ecco non vuol dire che domani farà lo stesso. Ho provato combinazioni di verdure che un giorno hanno fatto faville e che, ovviamente, il giorno dopo ho riproposto, fiduciosa che l’apprezzamento sarebbe stato assicurato. Contro ogni aspettativa, alla seconda tornata sono state spalmate su tavolo, seggiolone, pavimento e maglione della mamma. Il tutto condito da pianti e strilli. Perché senza condimento che gusto c’è?!

7. Non so se sia un riflesso fisiologico, ma con una probabilità del 99% dopo il terzo o quarto cucchiaio di pappa il vostro bimbo comincerà ad assumere un’espressione concentrata, uno sguardo fisso e produrrà un sottofondo di versetti inequivocabili. Cara mamma, prima della “seconda portata”, urge un cambio ai box!

8. Ogni cambiamento è una conquista. Non aspettatevi quindi che un alimento che voi adorate sia di gradimento anche al vostro piccolo. Ho introdotto tardi la patata, convinta che sarebbe stata “facile”, si sa, carota-patata è un classico sul menu del 5°-6° mese. E invece no, colpo di scena, la patata è stata snobbata alla grande, anzi diciamo pure che, contribuendo a rendere le pappe piuttosto stoppose, è stata la responsabile di un faccino a metà tra lo schifato e il noncapiscobenecosèstacolla?…ma in effetti, mai provato a mangiare una patata bollita senza sale? Come dargli torto, sembra il pastone che mio nonno dava alle galline! Tranquillo cucciolo, quando proverai la versione fritta chips o al limite la “salutare” al forno, la adorerai…se assomigli anche solo un po’ alla tua mamma e al tuo papà.

9. Pastone numero 2: il miglio. Ora, a me piace molto questo cereale, ma con un adeguato arricchimento. Senza sale, senza condimento e senza contorno (che so, due pomodorini, un po’ di tonno, un velo di parmigiano) sembra veramente di mangiare palline di polistirolo! Evvai bimbo, oggi per pranzo una bella ciotola di sagex! Dopo un mesetto di pappa “liscia”, una purea di facile deglutizione anche senza denti, trovarsi in bocca una specie di sabbietta, sti granelli insipidi sulla lingua…mamma: anche no! Se solo potesse parlare…

10. Dulcis in fundo…ed è proprio il caso di dirlo. Ma che gioia è stata dare per la prima volta la frutta al mio ometto? La scena si è svolta con questa successione, o almeno così ho interpretato le espressioni di mio figlio: assaggio del primo cucchiaio, faccia da “questa mi vuole fregare un’altra volta”, però sta roba non sembra male, accenno un sorriso perché in fondo sto dolcino non mi dispiace, andiamo con la prossima cucchiaiata, accidenti questa è una bomba, gnammechebbuona!, mamma ma quando arriva il prossimo cucchiaino, frutta I love you, evviva ne arriva ancora, quasi quasi che mi tuffo a testa nella scodellina! Per me la scena più dolce, senza aver bisogno del cucchiaino.

PS: Il decalogo è concluso, ma un post scriputum è d’obbligo sempre a beneficio di una memoria futura. Può darsi, anche nel caso dei più golosoni, che a volte i bimbi non abbiano fame! Eh già, impossibile vero? E invece ho imparato che è inutile crucciarsi quando chiude la bocca a doppia mandata e neanche la simulazione del volo di un 747 (con tanto di rumori e discorsi del comandante) riesce a fargliela aprire. Non ce n’è, le cose sono due: o la pappa fa veramente schifo (non si dice, lo so, ma quando ce vo’ ce vo’), e qui rimando ai punti 8-9, oppure proprio il bambino non ha fame. Capita anche agli adulti no? Presente quella sgradevole sensazione di non sentire i gusti quando si ha il raffreddore? Ecco, in quei frangenti io perdo ogni forma di appetito, frustrata dal non sentire il buono di ciò che assaggio. Potrà capitare anche ai bimbi no? E facciamocene una ragione!

Fumata bianca, habemus pappam…Buon appetito Famiglia!

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Un pensiero riguardo “Habemus pappam

  1. Hai fatto centro e, per quanto faticoso possa essere,tutto corrisponde ad una normale crescita. Concediti più serenità e meno mal di stomaco !!!
    un abbraccio a tutti e tre…bacioni.

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