I love Daddy

È troppo tempo che manco dal blog, tanto che non so da quale parte cominciare. In questo periodo mi sono scritta una folta serie di appunti mentali, ma al momento non saprei che ordine dare alla sequenza dei vari promemoria questo soggetto merita un post – ricordiamocene. Credo che a sto giro però sia il turno di parlare di lui, di chi ti sta accanto, di chi condivide tutte le gioie e i dolori della famiglia, di chi ti sostiene e di chi, nonostante tutto, c’è e ci sarà sempre: il compagno di vita, marito e padre.

Perché diciamolo, quanto è facile sfogare le proprie frustrazioni, ansie e paure sui vari mariti-papà? Siamo sempre noi, mogli-mamme con una bella dose di autocommiserazione, le povere vittime, prigioniere nella e della casa, quasi fosse una tortura. Oddio, a volte è difficile davvero programmare tutto il giorno in quattro mura e ti viene un po’ quella gelosia che ti fa dire “Vorrei poter andarmene io al lavoro e avere solo la preoccupazione di raggiungere quei 5-6 obiettivi quotidiani”. In realtà, poi, non ti staccheresti nemmeno un secondo dal piccolo e, dunque, mi chiedo con che forza i papà riescano a salutare la famiglia tutti i giorni per andare a lavorare. Se pensassi ad uno stravolgimento dei ruoli, io sarei in lacrime ogni mattina.

È vero, troppo spesso capita di rinfacciare ai mariti-papà di non sapere cosa significhi passare l’intera giornata con un bebè. Questo perché a volte capita che loro, tenendo i bimbi solo nel weekend, non hanno veramente idea della quantità di crisi-crisette e vipregochiamateunesorcista che un bambino possa avere in una sola giornata storta. Ma in tutta onestà quanto permettiamo ai papà, noi mogli-mamme, di stare fino in fondo con i “nostri” piccoli, quanto lasciamo ai neopapy la possibilità di sbagliare (cosa che a noi capita quotidianamente e ci dà la possibilità di migliorare), di “annoiarsi” con i bimbi e di trovare nuove stimoli e soluzioni alternative? Un po’ è colpa nostra, siamo sempre lì pronte ad intervenire con un “guarda che è meglio se fai così” oppure “a lui piace di più se lo coccoli in questo modo” o ancora “no, quella maglia non gli piace, gli dà fastidio” e via dicendo…ma lasciamoli fare no?! Se ripenso ai miei genitori, non ho mai voluto che il papà avesse gli stessi gesti e le stesse abitudini della mamma nei miei confronti. E così mi dico che è giusto avere due sguardi diversi, purché seguano lo stesso orizzonte.

Mi sono poi chiesta più volte cosa si possa provare da papà durante il parto. Ora, per quanto il ruolo della mamma sia intenso, doloroso, atroce, istintivamente primordiale, dannatamente magico ed emozionante, è pur sempre fisico, immediato, naturale. Mi spiego meglio: come mamma, non puoi fare altro che seguire il corpo e aspettare, con fatica e dolore senza dubbio, ma almeno con un ruolo attivo, in prima persona. Come papà puoi essere “solo” spettatore. Certo, puoi stare accanto alla tua compagna ed aiutarla anche attivamente con vari massaggi e temporanei sollievi, puoi essere empaticamente partecipe, senza però poter effettivamente “risolvere il problema”, mi si passi il termine. Non è che possano dire “da’ qua, ti do il cambio per una mezz’oretta!”, ecco non è proprio come passare il mocio! Per me, dover assistere, nella totale impotenza, al dolore della persona più cara sarebbe troppo straziante. Sinceramente, anche in questo caso non so se opterei per uno stravolgimento di ruoli (e ho detto tutto!). Ci vuole tanta forza nell’infondere coraggio, nel sostenere la persona che ami, vedendola soffrire. Non so SE, COME e QUANTO io ne sarei capace. BRAVI Papà!

E il fatto che sia tu, marito-papà, che ogni giorno vai a lavorare e permetti a me, moglie-mamma, di passare tranquillamente la giornata con il nostro bimbo è un regalo tremendamente costoso e dal valore inestimabile. Perciò sì, cari Mariti-Papà, nonostante quello che dice la mamma, fate come vi riesce, sbagliate o non sbagliate, tentate e aggiustate, giocate quando c’è da esser seri, cantate pure quando bisogna fare silenzio, correte quando sarebbe bene stare tranquilli, perché il vostro amore lo riceviamo tutti i giorni così, senza pretese, gratuito e incondizionato, solo per noi. GRAZIE!

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