Family on tour

La prima vera vacanza a tre, tralasciando quelle fatte con il pancione, comincia con un corredo di valigie degno di Buckingham Palace, uno stuolo di borsoni-borse-borsette e beauty da far invidia alla regina (o meglio ancora a William, Kate e George!). Ti metti di impegno a rispettare la tua fidata lista, convinta che ti atterrai fedelmente al tot numero di calze e pantaloni, poi apri l’armadio e iniziano i dubbi amletici. Questo capitava già quando dovevo occuparmi solo della mia valigia; figuriamoci ora che devo impacchettare roba per tre persone! Quindi, nonostante l’elenco preciso dell’occorrente, ti ritrovi con quattro ante aperte ad immaginare situazioni improbabili in cui sicuramente ti servirà quel dolcevita che ti avevano regalato a Natale (mai messo) o quella canottiera che ogni volta ti porti appresso, dimenticando il prurito insopportabile di quando la indossi e ripromettendoti di buttarla appena arrivata a casa (cosa che poi, immancabilmente, non succede). È incredibile come certi capi richiamino la tua attenzione, sembrano dire “Prendimi! Se dovessi trovarti in mezzo al bosco a -5°C di sicuro avresti bisogno di me!” (e chi in montagna non si ritrova mezzo nudo in mezzo a un bosco a -5°C?!). Poi pensi “Metti che una sera si decide di uscire…che faccio, mi metto i soliti jeans e maglione a collo alto? Così per sfoderare una perfetta mise mamma a tempo pieno! E prendiamola sta camicetta sexy…”, che poi tanto finisci per mettere comunque i soliti sfigatissimi jeans e maglioni perché Ma no, non mi cambio, ormai sono in giro con sti vestiti e li facciamo andare bene. E pensare che eri partita con i migliori propositi, del tipo “in vacanza mi rilasso, avrò più tempo e mi curerò un po’ di più”. Sì, brava…soprattutto convinciamoci pure sull’avere più tempo!

Per non parlare poi del completo smarrimento nel preparare la valigia del bimbo: e se piove? se nevica? però magari non è così freddo, che faccio prendo anche una magliettina? e i pannolini per la piscina? ah, non dimentichiamo la crema protettiva! Ti sei ricordata le gocce per le vitamine? No, ecco, lo sapevo: ho lasciato sul fasciatoio proprio quel body così comodo che mi serviva assolutamente! Come se fossimo in vacanza in una regione sperduta senza possibilità di comprare eventuali articoli mancanti…in realtà siamo sempre stati in Svizzera, solo in un’altra regione!

Comunque, con un mezzo miracolo, riesci ad incastrare perfettamente tutti gli indumenti con mosse che ti fanno capire a cosa sono servite le ore di gioco a Tetris e puzzle vari, consapevole che al rientro sarà fortemente improbabile riprodurre lo stesso ordine, con un conseguente Mettiamo tutto da lavare che tanto anche i vestiti non usati sono completamente stropicciati. Hai impacchettato tutto magistralmente quando ti accorgi di aver tralasciato quel mini beauty indispensabile, che va all’interno di un altro beauty, che a sua volta sta sotto una pila di leggins, tute e magliette. Per la serie “a noi le matriosche ci fanno un baffo”!

Con l’aiuto di mio marito, che per l’occasione si trasforma in uno sherpa del K2, riusciamo a metterci in viaggio per l’ora stabilita. Per fortuna A. in auto si comporta benissimo e la trasferta funziona a meraviglia, con le dovute pause allattamento, cambio pannolino e riposo per la schiena del piccolo. Arriviamo a destinazione totalmente soddisfatti e già suona come un traguardo. Evvai che ce la possiamo fare, quattro giorni all’aria buona.

Nell’euforia del momento ci avventuriamo in passeggiate in paese con la carrozzina, andate alla grande, e tra i boschi (che davvero rasentavano più o meno i -5°C, tra l’altro) con il marsupio; semplicemente fantastico! Riusciamo a raggiungere un ristorantino affacciato su un laghetto ghiacciato, un paesaggio da favola, così ci sistemiamo per mangiare qualcosa. Neanche a dirlo, togliendo A. dal marsupio mi accorgo che si è espresso in tutta la sua portata, non so se mi spiego. Per fortuna in bagno troviamo tutto il necessario per un cambio in piena regola: grazie precisione svizzera! Non contenti dell’exploit, ci lanciamo addirittura in una poppata all’aperto…e fin qui niente di nuovo, se non fosse per le temperature attorno agli 0°C: inutile dire che A. non ha fatto fatica a capire dove attaccarsi (e a buon intenditore poche parole bastano…). Dopo qualche pianto, qualche occhiata infastidita di altri clienti e qualche conseguente e poco mascherata crisi isterica della sottoscritta, ci siamo incamminati per il ritorno al nostro appartamento, tutto sommato orgogliosi di aver superato un altro traguardo insieme al nostro piccolo…a piccoli passi, metaforici e non.

La vacanza fila più liscia del previsto, il bimbo si adatta benissimo ai cambiamenti e, soprattutto, sembra proprio essere a suo agio anche scarrozzato qua e là: basta stare in giro (chissà da chi avrà preso?!…). Arriva poi il triste momento del rientro e si ripete il pacchettaggio: incredibile quanto si possa incasinare una valigia in soli quattro giorni! Come preventivato, niente assume più la collocazione originale, con il risultato di due borse strapiene di vestiti “da lavare” (PS: grazie ikea per averle progettate tanto capienti!). Si rientra, quindi, felici per la nuova esperienza, ma nostalgici per la breve durata di giorni meravigliosi, che sanno di vera famiglia. Tutti presi da queste sensazioni e da un paesaggio che ci saluta con qualche fiocco di neve, ci fermiamo per la prima sosta: ne approfitto per togliere A. dal suo seggiolino e permettergli di far riposare la schiena in altre posizioni. Nel frattempo mi ricordo che la mattina il bimbo non si era ancora impegnato nei “doveri quotidiani”…infatti, neanche il tempo di formulare il pensiero che una “dolce” fragranza mi giunge dal pannolino. E certo, vuoi non aggiungere un compitino di fine vacanza per la mamma? E via a cambiarlo da cima a fondo in auto: io modellata a incastro tra il sedile anteriore e quello posteriore per cercare una posizione perlomeno sostenibile. La scena si è svolta tra L. alza il riscaldamento che altrimenti A. ci congela, Oh ca**o ne è andata ovunque!, Me**a L. passami un nuovo body perché questo è pieno, A. stai tranquillo ora abbiamo finito (in realtà sei appena alla prima salviettina di una lunga serie), Oddio ma quanta ce n’è?, Ma cosa ha mangiato sto bimbo? E per fortuna prende solo il mio latte!!, Occhio alla tappezzeria dell’auto, Ma che caldo fa? Non importa che sennò il bimbo ci prende il raffreddore…e via dicendo. Insomma, dopo una lezione di contorsionismo, una sudata da sauna, un pacco di salviettine e 5 chili in meno per lo sforzo, riusciamo a ripartire con un bimbo felice, pulito e sorridente. In pratica sarebbero serviti altri 10 giorni di vacanza solo per riprendersi, ma anche per stavolta possiamo dirci: we can do it!

E io che pensavo fosse uno scazzo finire le vacanze e dover tornare a lavorare in ufficio…ahahah…e qui concludo.

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