Presto che è tardi

Il Buongiorno si vede dal mattino…e secondo me, chi ha inventato questa massima sicuramente aveva un figlio. Esiste cosa più entusiasmante che svegliarsi con il sorriso del proprio figlio? Cominciare la giornata con due versetti e quel visino così radioso non ha uguali, non puoi che iniziare con il piede giusto. Capita poi che vari avvenimenti te lo fanno dimenticare, ma sarebbe bello se ci ricordassimo tutti di quando anche noi, da bambini, affrontavamo un nuovo giorno sempre con la gioia e l’emozione di tanto tempo a disposizione per nuove esperienze. Io sto provando a ri-cominciare con il sorriso e posso dire che si apprezzano molto di più tanti momenti della giornata; si vive più a fondo, quando si è disposti a dedicare loro il tempo necessario.

Quando ancora non ero mamma a tempo pieno, la giornata iniziava più o meno così: fare il caffè, preparare i vestiti, doccia e capelli (quando li ho lavati? Dall’acconciatura stile Einstein, direi che è il caso di darmi una strigliata…), trucco (se proprio siamo in vena), programmare la lavastoviglie, caricare una lavatrice, ricordarsi di scrivere quella lettera per prima al lavoro, ah già dimenticavo le chiavi, oh merda ferma l’auto che non ho l’abbonamento del treno, stasera siamo a cena dai tuoi?, sì oggi mi devo obbligare a fare una corsetta, ti ricordi i pagamenti?, ah gioca all’Euromillions che non si sa mai!,…e via dicendo. Insomma, neanche il tempo di aprire gli occhi e già il cervello partiva su frequenze aliene. Non che non si era felici, intendiamoci! La vita aveva una gran dose di positività e di bei momenti, magari a giorni alterni, ma tutto sommato si stava bene. Tuttavia, non c’era quella voglia e quello slancio per svegliarsi con il sorriso, senza catapultarsi immediatamente nel da farsi quotidiano; non c’era nemmeno il tempo giusto da dedicare a una “sveglia felice”. Era un alzarsi e fare, non uno svegliarsi e sentire.

Ora, invece, appena apro gli occhi ho un istante per riflettere sul nuovo giorno che inizia. Sento il mio bimbo accanto che ancora respira “da sonno” e mi godo la tranquillità del momento. E la magia è vedere quell’entusiasmo negli occhi di mio figlio appena si sveglia: per lui un nuovo giorno non è ancora scontato, è un risveglio vero e proprio, è un’opportunità da non perdere, è l’occasione di scoprire cose, è uno sguardo puro su tutto ciò che c’è da imparare. Forse è così che dovremmo svegliarci ogni giorno, è in questo modo che siamo stati “programmati” e ce lo siamo dimenticato. È significativo che io me ne sia accorta solo dopo aver rallentato i ritmi, per forza maggiore; mi chiedo se non sia la terapia giusta anche per tutte quelle persone che si dicono stressate (leggi: nevrotiche), sempre concentrate sul produrre e senza più sensazioni. Quando si dice Non è mai troppo tardi…si può cambiare, sveglia gente…Ma con il sorriso!…

A volte, la vita andrebbe presa come una di quelle palestrine-gioco per bimbi: tanto colorata, un pizzico stimolante, educativa quanto basta e divertente in dosi generose.

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