I fatidici 3

Prima di cominciare il post vero e proprio, devo spendere due parole sulla mia totale inaffidabilità tecnologica (e ridajje). Premettendo che sto ancora lavorando al post “Io e la tecnologia”, mi accingo ora a riscrivere (ci provo) tutto l’articolo che avevo già scritto oggi pomeriggio, andato tragicamente perso per una mia mancanza: non ho salvato la bozza, maledetta me!

La svolta. Siamo arrivati ai 3. Oggi A. festeggia i leggendari tre mesi e, a quanto pare, siamo a un giro di boa. Così sembrerebbe, stando ai vari manuali su educazione neonatale e puericultura in generale. Apparentemente, dovrebbe essere alle spalle il periodo di coliche senza fine, di pianti sull’orlo della disperazione (o dell’esorcismo), di E adesso cos’ha?, di interminabili passeggiate intorno al tavolo cullando il bimbo (che, ora come ora, neanche Braccio di ferro, Bud Spencer e Van Damme hanno un bicipite come il mio!). Anche la differenza giorno-notte dovrebbe ormai essere acquisita, così come una certa quotidianità nei gesti e nelle azioni, seppur con un largo margine di manovra. Dovrebbe/sarebbe/sembrerebbe, tutto in teoria, perché la pratica è ancora molto lontana.

Per non smentirsi, infatti, ieri sera A. ha deciso di salutare i due mesi con una bella crisi di pianto in piena regola, strillando come un ossesso per una buona mezzora (a me sono sembrate ore…straziante!). C’è da dire che probabilmente sono proprio io ad aver innescato la bomba, perché come al solito, quando le cose vanno bene e filano che è un piacere, devo irrimediabilmente incasinarle. Il fatto è che avevo imposto un paletto ai tre mesi anche a me stessa, per cercare di allentare la stretta di quel cordone ombelicale ancora saldamente attaccato. Mi ero prestabilita di staccare la culla dal lettone e cominciare a dare ad A. un po’ di autonomia, così ieri ho predisposto il lettino a dovere, vicino al muro, allontanandolo da me. Vuoi per l’imminente arrivo del vento, vuoi per la Luna, vuoi per la nuova sistemazione: un disastro! È stata dura riuscire a mantenere i nervi saldi (öööhhh, si fa per dire) e non cedere alla tentazione di rigirare tutta la stanza! (BTW: Un sentito ringraziamento va anche all’inventore dell’asciugacapelli: quel coso emana frequenze soporifere che neanche un Valium fa certi effetti!) E fortuna che questo era il traguardo dei 3 mesi…per i diciotto anni cosa ci dobbiamo aspettare? Se ripenso alla festa per i miei…no aspetta…forse è meglio di no!

Lo svoltone dei 3 mesi. Ah, ora sì che cambia tutto! Il bello è che adesso tutti si aspettano anche che tu sia ormai una mamma arrivata. Hai superato i primi fatidici 3, quindi non c’è più niente che ti possa fermare! Niente più errori concessi a quanto pare, così, da un giorno all’altro. Fino a ieri potevi permetterti di viziare (che poi NON SONO VIZI, un neonato ha bisogno di CONTATTO…vallo a dire alle nonne!) il tuo bimbo, mentre da oggi se il pupo piange “Fa niente, si deve fare i polmoni”. Ma sì, certo, lasciamolo lì a disperarsi…quando fino a ieri saresti scattata ad ogni sillaba, che neanche il leone e la gazzella della pubblicità del Gatorade corrono tanto. Dopo i tre mesi tu mamma devi essere in grado di capire ogni esternazione, appena il bimbo fa due versi ti senti dire “Cosa vuole quando fa così?”…e io che ne so, mica ho un intero tascabile DUDUDADA-italiano in testa! Se possibile, i tuoi dubbi si sono moltiplicati con i mesi, ma pare che invece dovresti ormai avere la risposta pronta. Che poi, a volte il bambino piange giusto perché gli va di farlo (spesso), non è che deve sempre avere (nell’ordine dell’esperto neonatale che ti trovi accanto in quei momenti): 1. fame, 2. male a qualcosa, 3. sonno, 4. fastidio (leggi: pannolino sporco). E comunque se avesse avuto una di queste cose, probabilmente ci sarei arrivata da sola anche prima dei 3 mesi!

Per non parlare dell’allattamento poi…insomma, funziona sì, ma non è che sia proprio come tirare due calci a un pallone (attività nella quale, per la cronaca, sono piuttosto scarsa!). In maternità ti senti dire Vedrai, si tratta solo di un po’ di pratica, all’inizio ci metti un sacco, ma poi come una lettera alla posta, guarda... Certo, con il tempo si acquisisce una certa dimestichezza, ma anche dopo tre mesi dire che fila via sempre liscia mi pare un tantino eccessivo. E controlla la posizione, e attaccalo bene, e ca…o ha mollato la presa e schizza latte dappertutto (perché zampilla proprio), e sposta il cuscino, e tieni il tempo, e controlla la posizione della bocca, e…e…e… Sì, ci stiamo lanciando in qualche poppata temeraria: al ristorante, al lago, su una panchina. Mica caramelle, sono soddisfazioni! Siamo ancora lontani però dall’extreme breastfeeding di certe supermamme che si buttano in tettate no limits nel bel mezzo di un carnevale o al concerto del primo maggio. Che dire, per ora siamo ancora nel mood io ce provo!

In ogni caso, per festeggiare egregiamente la boa dei 3 mesi, A. stasera dorme nel suo lettino nuovo, grande, che lo accompagnerà ancora per tanto tempo. E stasera, a 3 mesi ormai suonati, si è addormentato come un agnellino! Sarà che forse, quella dei 3, non era poi così una leggenda? Io comunque le risposte a tutto ancora non le ho e mi sa che sta cosa andrà avanti fino ai 30 anni e oltre (non i miei, ma i suoi!).

PS: Per il post originale mi ero fatta alcuni appunti vocali (fichissimi! e utilissimi) che ho registrato mentre passavo l’aspirapolvere (per la serie non sai mai quando ti arriva l’ispirazione). Preciso che non avrei mai avuto l’acume per arrivare da sola ad un’idea del genere (come ormai ripetuto e dimostrato su più fronti, io e la tecnologia non andiamo d’amore e d’accordo – affaire à suivre), ma ho preso spunto da un’amica. Un giorno mi ha inviato un messaggio vocale, non potendo scrivere un sms perché aveva le mani occupate. Una trovata geniale, che molti sicuramente riterranno banale e scontata (addirittura sorpassata). Beh, non per me, quindi grazie V., perché da quel giorno ho imparato ad usare le note vocali. Mi hai aperto un mondo!

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