Once upon a time…

A pochi giorni dall’uscita del tanto atteso 50 sfumature di grigio, versione film, mi è già capitato di sentirne di tutti i colori. Addirittura al TG l’altra sera è andato in onda un servizio sui negozi “fai da te” inglesi, dove si teme (e si spera) un boom di acquisti vari, ispirati alle scene del libro da cui è tratto il film. In pratica, tutto ciò che una volta sarebbe servito per A. potare una pianta, B. recuperare il gatto del vicino da un albero e C. trainare un auto, adesso verrà utilizzato per pratiche non meglio definite, dal bondage alle fantasie più recondite. Altro che sexy shop, roba superata raga…Ora la spesuccia spinta si fa al DO IT! E senza avere neanche quella faccia imbarazzata in cassa, un classico sui 18-20 anni, sul genere “ho comprato i preservativi e il cassiere è pure figo…dio che imbarazzo”. Macché, niente scene di questo tipo, perché tanto arrivati in cassa si può sempre azzardare un “sa com’è, ho visto su sky La mia nuova casa sull’albero e così ho deciso di costruire una capanna per il figlio del vicino, sa il piccolo si diverte con poco”…e via, mascherato l’acquistone osé! Così corde, catene ed affini assumono un significato tutto nuovo e che, soprattutto, lascia libera creatività in quanto a utilizzo…e a divertirsi non è il figlio del vicino!

Ma non starà proprio qui il nocciolo della questione? Non è che, sotto sotto, siamo tutti e tutte un po’ Christian Grey? Io il libro l’ho letto e mi è anche piaciuto. Ammetto senza indugio che sono una fan sfegatata dell’happy ending, che non mi puoi raccontare la favoletta senza che alla fine il principe abbia trovato/salvato/liberato la sua principessa dopo aver ucciso/sconfitto/annientato i cattivi. In questo modo ho letto anche la trilogia di 50 sfumature, come una sorta di Cenerentola ai tempi moderni. Ovviamente, in questi anni sono cresciuta io e pure Cenerentola, perché quella di Disney veniva vestita dai topini e cantava con gli uccellini…nella versione 2.0 i dolci uccellini esulano parecchio dalla metafora e appaiono in tutto il loro splendore, mettiamola così. Nulla di nuovo quindi sulla trama di fondo, solo con un pizzico di pepe in più (e qui bisogna proprio dirlo: E STICAZZ!). Ecco quindi confezionata la storiella per bambine cresciute e, ci scommetto, anche per i vari LUI, che fanno un po’ più fatica ad ammettere di essersi appassionati alle vicende descritte.

Se il libro ha avuto tanto successo ci sarà un motivo, no? Come accennato prima, in fondo in fondo abbiamo tutti una parte più trasgressiva e curiosa che non osiamo mai esplorare. Questo libro ha forse dato la possibilità ai lettori di scoprire qualche lato nascosto e, chissà, magari ha anche aiutato qualche coppietta ad accendere un rapporto un po’ sedimentato nella routine quotidiana. Io comunque all’autrice faccio i miei complimenti; ci vogliono anche le palle per pubblicare un racconto del genere senza sentirsi etichettare sempre come “quella che ha scritto quelle cose là”, come direbbe la condomina del terzo piano.

Last but not least…siamo sempre pronte/i a evitare argomenti scabrosi, anche se a intervalli regolari ci si casca, con una certa morbosità, perché è sempre divertente stuzzicare un po’ l’immaginazione sentendo esperienze altrui o cercando quell’evasione proibita, che ogni tanto ci sta. Bisogna darne atto, facciamo tutte le riservate/timide/imbarazzate, ma solitamente non dispiace quell’esperienza hot in più…in tutta onestà, chi non avrebbe voluto trovarsi nei panni (o per meglio dire NON trovarsi nei panni, dato che fare certe attività vestiti è decisamente un controsenso) di Anastasia Steele? Secondo me, una gran quantità di “distinte signore” sogna segretamente una notte sotto contratto (Nota per chi non ha letto il libro, in sintesi: il contratto tra dominatore e sottomessa).

E che c’è di male a sperimentare? Vorrei solo conoscere i dati degli infortuni “insoliti” che si presenteranno ai vari pronto soccorso non appena il film uscirà nelle sale =D…non sembrerebbe una parte in causa, ma meglio usare anche la testa durante certi esperimenti!

E brava E.L. James, comunque, che con questa moderna Cenerentola ci hai regalato un po’ di evasione dall’ordinario e qualche ideuccia in più, chissà che magari…

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