Donna, mamma, ma ancora figlia

Sarà un momento della vita particolarmente denso di cambiamenti profondi oppure una certa dote naturale all’introspezione, ma arriva periodicamente quel giorno in cui ti metti a riflettere su tutto. Quello che è stato, quello che è e quello che sarà, tirando qualche conclusione ogni tanto per capire se almeno la direzione è quella giusta, quella che si suppone sia la “retta via”.

In questi giorni a me è capitato di riflettere su diversi ruoli che fanno parte della vita di una donna, senza sottintendere che debbano necessariamente essere vissuti o senza giudizio alcuno per quelle donne che operano scelte differenti dalla mia. Per questa riflessione, come spesso capita, traggo ispirazione dalla mia situazione attuale di donna-mamma-figlia: tre ruoli così diversi tra loro, ma quasi inscindibili per natura. Non saprei dire quale sia il più importante tra questi, o se sia possibile definire dei livelli alla Hitparade, tipo “al primo posto della classifica: MAMMA, seguono figlia e donna a pari merito”. Anzi, ogni singola figura credo sia strettamente e intimamente collegata alle altre, una sorta di intersezione tra ruoli diversi che si amalgamano tra loro…e soprattutto che coesistono.

E a sto punto mi dico: ecco il post impegnato! Sapevo che prima o poi ci sarei cascata! Devo fare un po’ di ordine tra i vari pensieri o rischio il caos descrittivo, in questo momento ho decine di flash argomentativi che vanno a random nella mia testa e sarebbe meglio cercare di dare loro un senso, non dico logico, ma almeno comprensibile a un potenziale lettore.

Partiamo da MAMMA, forse perché è ciò che più mi coinvolge e mi riguarda personalmente da qualche tempo, poi vediamo di collegare anche DONNA e FIGLIA. Capita così che dopo nove mesi di attesa, quando pensi che tante domande troveranno risposta dopo il parto, diventi mamma…e capisci all’istante che quelle domande non solo non saranno mai del tutto evase, al contrario ne nasceranno molte, MA MOLTE altre che verranno ad assillarti nei momenti meno opportuni! La mamma è colei che amiamo perché da subito è un punto di riferimento, perché per natura a lei ci affidiamo per ricevere il primo nutrimento fisiologico e affettivo. Quando poi TU sei mamma, capisci di essere diventata TU quel punto, quel riferimento, quella sicurezza…ed ecco che allora le cose cambiano. Quando a me raccontavano “Vedrai che cambia tutto” lo interpretavo sempre come un “Vedrai che sono finite le pacchie dell’aperitivo al sabato sera, della dormita la domenica, del facciamo tardi tanto domani si riposa, del Cosa facciamo oggi? Decidiamo all’ultimo che va sempre bene…eccetera eccetera” e mi dicevo che invece per NOI sarebbe stato diverso, che non avremmo stravolto le nostre vite. E invece è cambiato davvero tutto, inevitabilmente! La vita davvero si stravolge e dell’aperitivo del sabato non te ne può fregare di meno, il facciamo tardi non sai più cosa significa (almeno che non coincida con la levataccia notturna perché il bimbo di dormire proprio non ne ha voglia) e se incontri qualcuno il tuo argomento principale riguarda ESCLUSIVAMENTE il bimbo, del tipo “Io sto bene grazie, ma ti ho detto che mio figlio…”. Insomma, credo sia naturale, ma il diventare mamma ruba (mi si passi il termine) la scena all’essere donna. Te ne rendi conto solo dopo qualche mese che, forse, è piuttosto fondamentale ricordarsi anche di essere ancora DONNA.

È un essere donna diverso da prima, avere affrontato la meraviglia della gravidanza (compresa di tutti quei fastidi che nessuno mai ricorda) e del parto (e qui tralascio sugli effetti collaterali) ti fa capire di quanto sono capaci il tuo corpo e il tuo spirito e questo è un arricchimento che non si può imparare da un libro, che nessuno può insegnare, o almeno è stato così per me. Raggiungere però la consapevolezza di sé stesse, senza dimenticare appunto di essere ancora donna, prima e/o oltre che mamma, credo sia indispensabile per vivere nel giusto equilibrio i due ruoli…ed è soprattutto difficile ricordarsene, quando si è completamente presi dalla cura di un esserino appena nato che richiede tutte le tue energie.

E poi ti viene in mente che, oltre a tutto ciò, tu sei ancora figlia! Tu per prima cerchi ancora il sostegno della mamma, il confronto con lei, il suo conforto e i suoi insegnamenti. Così ti rendi conto che (frase fatta) non si smette mai di crescere…e mi vien da dire “Per fortuna”! Puoi anche tu riservarti un ruolo in cui ricordare che c’è ancora tanto da imparare, in cui conservare quella sensazione di eterna bambina, di Peter Pan, che davanti a sé ha ancora un mondo da scoprire e da vivere, pieno di possibilità.

Per ora il random mentale sull’argomento si esaurisce qui, devo far chiarezza su una certa quantità di pensieri che zampillano qua e là senza aver trovato la vera sorgente…almeno per ora.

Non me ne vogliano gli ometti, i papà e i figli per questa sviolinata tutta in rosa, prometto che alla prima ispirazione dedicherò loro un post sul mondo in blu.

Dulcis in fundo: GRAZIE ad A. per farmi sentire mamma, GRAZIE a L. per farmi sentire donna, GRAZIE a mamma e papà per farmi sentire figlia.

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